21. La nuova cultura urbana.

   Da: C. Vasoli, Scienza e tecnica nell'Occidente cristiano, in
Nuove questioni di storia medievale, Marzorati, Milano, 1969.

 In questo brano il filosofo Cesare Vasoli pone l'accento sul
cambiamento culturale avvenuto in Italia e in Europa nei primi
secoli dopo il Mille. Esso si realizz con l'attenuarsi
dell'influenza monastica e la penetrazione in Occidente della
cultura islamico-orientale, che trov nel tumultuoso ed aperto
mondo cittadino, soprattutto mediterraneo, il campo adatto per
diffondersi.

   Profonda, duratura e vitale fu la rinascita della cultura
occidentale che cominci a delinearsi nel corso dell'XI secolo,
per raggiungere i suoi risultati pi maturi nel secolo seguente. A
questa rinascita contribuirono, sia pure in grado e misura
diversa, le nuove condizioni storiche della societ medioevale,
dalla vasta trasformazione agraria dei secoli decimo-undicesimo,
all'impetuosa ripresa delle attivit artigianali, alla rinnovata
prevalenza delle istituzioni urbane, al tono pi elevato e
raffinato della vita civile. Ma vi contribuirono  -  in modo ancor
pi rilevante  -  i rapporti, sempre pi stretti e continui, che
si stabilirono tra il mondo occidentale e il mondo arabo e
bizantino, sia attraverso la ripresa e l'incremento degli scambi,
sia attraverso le guerre di riconquista in Sicilia e in Spagna e
l'inizio delle Crociate. Se si pensa che la cultura araba aveva
mantenuto ed anzi accresciuto il patrimonio scientifico
dell'antichit, consegnato agli scrittori arabi dalle fiorenti
scuole egiziane e siriache, si pu ben intendere come i testi, le
dottrine e le cognizioni pratiche, divulgate dalle opere degli
scienziati musulmani o dalla pratica dell'artigianato arabo
potessero giovare ad una civilt in rapido sviluppo.
   I rapporti tra la cultura occidentale e la civilt islamica, la
cui influenza fu cos forte gi nel corso del dodicesimo secolo,
non esercitarono per un'influenza decisiva sulle concezioni
scientifiche dell'XI secolo, che continuarono a svolgersi sulla
linea tracciata dalla riforma carolingia. Per, ben presto, le
grandi scuole monastiche di Tours, di Fulda e di Reichenau
cedettero il passo alle nuove scuole, sorte quasi sempre sotto la
guida delle cattedre vescovili, mentre in Italia (dove la civilt
comunale ebbe uno sviluppo cos precoce) non tardarono a sorgere
scuole cittadine, dipendenti solo in parte dalle autorit
ecclesiastiche. Cos, accanto alla tradizione teologica che si
continuava nelle istituzioni monastiche e cattedrali, si
affermarono nuovi campi e tendenze di ricerca intellettuale; lo
stesso insegnamento delle arti liberali assunse scopi e interessi
diversi, come dimostra, ad esempio, lo stretto legame tra lo
studio approfondito della dialettica e il suo uso nella pratica
forense.
   La nuova tendenza degli studi si manifest appunto dapprima in
Italia, specialmente nelle regioni meridionali e adriatiche dove
la tradizione giuridica romana aveva sempre mantenuto la sua
influenza e dove, del resto, erano pi facili e frequenti i
rapporti con la civilt bizantina e la cultura araba. Nella
Calabria e nelle Puglie  -  rimaste cos a lungo parte integrante
dell'Impero bizantino  -  la continuit della tradizione giuridica
romana si accompagn per sempre con la sopravvivenza di una
vivace tradizione di studi medici, legata ai canoni della medicina
greca; nella Sicilia, riconquistata dai Normanni nella seconda
met del secolo, continu a fiorire una cultura di schietta
impronta greco-araba, prezioso punto d'incontro tra la civilt
cristiana dell'Occidente e le tecniche e le dottrine scientifiche
del mondo islamico. Ma i rapporti con la tradizione della scienza
greca ed araba furono particolarmente vivi nella scuola medica di
Salerno, gi attiva nel corso del decimo secolo e sempre legata ai
dettami classici della medicina ellenistica. Perci quando nel
1056 il medico cartaginese Costantino Africano, ottimo conoscitore
della medicina greca ed araba, pass in Italia e organizz
nell'abbazia di Montecassino un centro di traduzioni di opere
mediche e scientifiche arabe, la sua attivit trov un ambiente
estremamente favorevole. In uno spazio di tempo relativamente
breve, Costantino tradusse infatti l' Ars medica di Galeno [medico
greco nato a Pergamo nel 130 dopo Cristo e morto a Roma nel 200],
le opere del medico islamico Haly Abbas e scritti del medico ebreo
Isaac Israeli; la ricca biblioteca di testi greci ed arabi da lui
raccolta, e che arricch le conoscenze dei medici salernitani,
contribu indubbiamente a far conoscere e divulgare dottrine
scientifiche e filosofiche che l'Occidente ignorava o conosceva
attraverso riduzioni e compendi estremamente parziali.
   L'influenza della Scuola salernitana fu larghissima e
determinante per tutte le grandi scuole mediche europee e fu un
fattore di notevole importanza per la nascita di una cultura assai
diversa da quella tramandata dalla tradizione monastica. Per non
ebbero minore importanza i nuovi metodi di studio del diritto
romano che imponevano l'acquisizione di nozioni grammaticali e
dialettiche pi complesse ed elaborate. Inoltre le lunghe
controversie tra l'Impero e la Chiesa e il correlativo fiorire di
una vasta letteratura controversistica impose anche
nell'insegnamento delle scholae monastiche e cattedrali l'uso di
metodi e strumenti dialettici, applicati, ben presto, anche a temi
ed argomenti di carattere schiettamente teologale.
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